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ED912

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ED912
 
Edizioni di cultura contemporanea

Gianni Sassi fonda tra la fine del 1966 e l’inizio del 1967, con il suo socio storico, Sergio Albergoni e con la critica d’arte, Daniela Palazzoli, la casa editrice ED912 con sede a Cologno Monzese (“ED” sta, infatti, per “edizione”
e “912” si riferiva al prefisso telefonico di preselezione di Cologno Monzese). Lo scopo dei suoi fondatori era quello di fornire uno strumento editoriale
agli artisti per promuovere e diffondere le loro opere, attraverso cataloghi, litografie e riviste. In particolare, fra queste ultime si ricorda “Bit”, il progetto editoriale più importante realizzato dalla casa editrice.

Sul retro copertina di “Da a/u delà”, si può leggere il ‘credo editoriale’
di ED912:

ED.912 è la sigla editoriale d’incontro della cultura contemporanea
nazionale e internazionale
ED.912 è la sigla editoriale di sostegno dell’attività sperimentale
e di ricerca culturale
ED.912 è la sigla editoriale di programma della nuova-nuova avanguardia
ED.912 è la sigla editoriale di anticipo sulle aspettative culturali‘ED.912’ pubblica:

da-a/u delà a magazine of arts and literature

Bit arte oggi in Italia: what’s happening today in Italy
pubblicato in coedizione con l’arc/do (archivio di documentazione sull’arte contemporanea e sulle pubblicazioni sperimentali e d’avanguardia)

Six Themes quaderni di cultura contemporanea
- gli intronauti (a collection of international avant-garde)
- la poesia oggi
- il rimanzo sperimentale
- la folk music
- intermedia
- lo spettacolo e l’avanguardia (cinema, teatro, events, happenings)
- il gruppo Fluxus nel mondo

Dalla testimonianza diretta di Sergio Albergoni: “ED912 chiude la sua attività nel 1969 con la pubblicazione de “Capitalismo moderno e rivoluzione" di Paul Cardan. La chiusura dell'attività ha molti padri: coerenza intellettuale (incominciavano anni duri e l'arte era considerata un “cadavere borghese"), divergenze di opinioni tra le varie anime della casa editrice (Sassi ed io da una parte, Simonetti sull'Aventino, Daniela Palazzoli stanca di risse “ideologiche" ed il gruppo situazionista italiano - Sigiani, Boro, Sanguinetti, Pilati, Agostini ed altri - che aveva iniziato la sua deriva critica nei confronti di tutti gli estremismi ideologici), insufficienza di mezzi finanziari (il mercato non solo non era ampio ma assolutamente refrattario ad ogni forma di riconoscimento monetario a fronte di informazione: l'informazione, come la musica, era un diritto da prendersi gratuitamente).”