La
mostra “Cosa ti sei messo in testa” nasce da
una considerazione che da sempre accompagna la nostra storia
di associazione di centinaia di migliaia di consumatori,
leader nel mercato nazionale per quanto riguarda la grande
distribuzione: un’azienda, ma a maggior ragione una
struttura cooperativa, non può limitarsi ad essere
presente nel mercato esclusivamente come esperienza e realtà
economica, perché l’orizzonte delle attese
dei nostri protagonisti non si limita più a chiedere
servizi e soluzioni pratiche ai problemi quotidiani. Si
chiedono sollecitazioni culturali e, soprattutto, una serie
di aperture conoscitive e problematiche sul mondo contemporaneo;
una mostra e un catalogo dovrebbero avere sempre queste
ambizioni. Il cappello rappresenta una grande metafora sul
mondo, perché attraverso i diversi stili, i materiali,
le gestualità, i poteri, che transitano all’interno
di questo oggetto quotidiano, sono presenti gli uomini con
la propria cultura e dimensioni materiali. La mostra e il
catalogo, pur esprimendosi con linguaggi diversi, cercano
di trasferire agli spettatori e ai lettori il senso della
complessità della nostra esistenza, il tutto attraverso
un totale coinvolgimento plurisensoriale: nella mostra il
cappello parla il linguaggio delle parole, dei suoni, delle
immagini, della tattilità, dell’olfatto. Nel
catalogo, gli innumerevoli interventi dei diversi specialisti
analizzano, attraverso le discipline delle scienze umane
e una straordinaria raccolta iconografica con immagini molto
rare raccolte in tutta Europa, gli intrecci simbolici del
cappello, sia nelle culture extreuropee sia nella dimensione
della cronaca e delle storia mediterranee. Il risultato
ci sembra di grande interesse, soprattutto per una struttura
cooperativa come la nostra che deve sempre guardare al consumatore
come soggetto e protagonista della propria storia.
“Cosa ti sei messo in testa” non è una
scommessa ambiziosa; vuole andare al di là dei confini
tradizionali delle categorie merceologiche, per tentare
un’altra strada: quella della consapevolezza culturale
e linguistica, in grado, da sola, di trasformare i nostri
desideri ma anche la nostra progettualità aziendale,
in vista delle prossime scadenze europee. Gli oggetti, tutti
gli oggetti, e quindi anche e soprattutto il cappello, non
appartengono ai codici locali, particolari: il loro palcoscenico
è il mondo.
Per questa ragione la Coop ha individuato in questa iniziativa
una delle condizioni fondamentali per un’azienda leader
nel proprio settore: parlare al mercato privilegiando i
linguaggi della grande cultura, l’unica dimensione
conoscitiva in grado di universalizzare le nostre attese,
le nostre speranze.
La mostra e il catalogo “Cosa ti sei messo in testa”
sono dedicati ai nostri attuali e, soprattutto, futuri consumatori
di esperienze originali, all’insegna dell’intelligenza
e della creatività."
(“Introduzione” a “Cosa ti sei messo
in testa: storia e geografia del cappello”, catalogo
della mostra (Milano, 1991), a cura di A. Colonetti, G.
Sassi, M.M. Sigiani, Mazzotta Editore, Milano, 1991, p.
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