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Fariselli parla
di Gianni Sassi



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Fariselli parla di Gianni Sassi
2004
 

Avevo sempre la sensazione, quando capitava di ascoltare assieme un brano, che non stessimo ascoltando le stesse cose, che le nostre orecchie captassero eventi diversi.
Sassi se ne usciva sempre con affermazioni per me sorprendenti; come se la decodifica degli eventi sonori per noi avvenisse utilizzando pesi specifici differenti.
Questo mi incuriosiva terribilmente di lui e, senza saperlo, mi insegnava a scavare a fondo nella qualità dell’esperienza musicale, stimolandomi a tener conto di punti di vista al di fuori dei parametri strettamente musicali.
Certo non sempre mi trovavo d’accordo con lui, soprattutto quando mi pareva eccedesse nel privilegiare la progettualità e la razionalità rispetto alla emozionalità che spesso liquidava come “miserie personali”, ma in linea di massima trovavo i suoi commenti di una precisione chirurgica.
Solo di fronte all’arte di Walter Marchetti, Sassi capitolava e si scioglieva nella più sincera e totale ammirazione.
Di Walter stimava il rigore, la radicalità, l’onestà intellettuale, il devastante umorismo e il talento musicale tanto da considerarlo un punto di riferimento fondamentale al mondo.
Insieme, tra le varie cose, misero a punto le collane di musica contemporanea più interessanti che in Italia siano mai state prodotte: Nova Musicha e DIVerso (per quest’ultima nel ’77 incisi anch’io un disco per pianoforte, Antropofagia). Frankenstein scrisse i testi degli Area e ne curò l’immagine pubblica, ma non ho esitazioni nell’affermare che ne stimolò soprattutto la crescita intellettuale.

Patrizio Fariselli
 
 
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