Il nome del gruppo deriva dalla data del loro scioglimento,
anticipatamente fissata alla sua fondazione nel 1989: in
questo modo, si riteneva che si sarebbe prodotta un’
accelerazione prima di autosciogliersi.
Il “Gruppo ’93” s’interessava di
ricerca letteraria, ed al centro della loro attenzione c’era
la riflessione su di un fare poetico, che fosse critico
della condizione postmoderna e della poesia neoromantica
degli anni ’80. Il nodo della discussione verteva,
in particolare sulla continuità o discontinuità
con la neoavanguardia degli anni ’60. A questo riguardo
furono organizzati convegni (a Milano, nell’ambito
di “Milanopoesia” alla “Casa della cultura”;
a Genova); furono coinvolte le Università, come quella
di Siena, Genova e Bologna; scoppiarono discussioni polemiche,
giornalistiche e su riviste specializzate (“Baldus”
e “Altri luoghi”, sempre in misura diversa,
su “L’Immaginazione”, su “Campo”,
su “Allegoria”), di cui si può avere
un’idea dall’articolo che uscì nel 1991
su “Baldus”. Tra i componenti del gruppo si
hanno critici teorici come Barilli, Cataldi, Ceserani, Di
Marco, Leonetti, Luperini; e poeti e narratori come Baino,
Berisso, Cademartori, Caliceti, Cascella, Cepollaro, Fontana,
Frixione, Gentiluomo, Ioni, Lacatena, Leonetti, Ottonieri,
Voce.
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