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Futura
poesia sonora

“Futura, poesia sonora” è, innanzi tutto, una collana di ben sette dischi Lp, curata da Arrrigo Lora-Totino nel 1978, ed è il primo esempio di sistemazione critico-storica della materia a partire dalle avanguardie sino alle più contemporanee esperienze internazionali.
Nello stesso anno, “Futura” diviene anche spettacolo con lo stesso Lora-Totino e Valeria Magli nelle vesti di mimodeclamatori, con la regia di Lorenzo Vitalone.
Ma cosa s’intende per poesia sonora? «Sul termine – scirve Arrigo Lora-Totino sul libretto “Futura. Poesia sonora” - non c’è consenso universale. Si parla di poesia da ascoltare, poesia orale, sonora, fonica, parlata, acustica, di audipoema, testo sonoro, vocale, eccetera. […]Ciò che conta è che è l’autore a creare, a provvedere l’effetto sonoro o registrando di persona sul magnetofono con o senza partitura di supporto oppure dando al testo scritto una veste tipografica idonea o ancora ricorrendo a glossolalie …o a chissà quanti altri modi».
Lora-Totino faceva notare la debolezza e la totale mancanza di incisività della poesia in versi tradizionale, ormai «stanca, banale, costruita più o meno sapientemente di luoghi comuni, senza novità tecniche di rilievo». Il suo riscatto doveva avvenire attraverso il recupero dell’originaria oralità del mondo delle parole e del linguaggio, con i timbri e i ritmi della voce che gli sono propri.
La collana e lo spettacolo di “Futura” è una ricerca sperimentale sulla poesia per affrancarla dai limiti della letteratura mentale e scritta e conseganrla alla radio, al disco, al nastro magnetico, e soprattutto al diretto contatto col pubblico nelle declamazioni e improvvisazioni.

   
         
Valeria Magli, Enrico Lora Totino