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| Polyphonix
5 Italia |
1983 |
festival internazionale
di poesia “diretta”, video, musica,
performance, danza e teatro |
“Polyphonix” nasce a Parigi nel 1979 come “Festival
Internazionale di poesia diretta” e sarà proposta
in Italia nel 1983 da Gianni Sassi, Gino di Maggio, Mario
Giusti, Jean-Jacques Lebel e Antonio Porta con il nome di
“Polyphonix 5 Italia”.
L’idea di «poesia diretta» del festival
è di una poesia che esce dalla pagina, che espande
i propri confini per esplorare nuovi territori e conquistare
nuovi spazi. Guidata da un avventuroso ed, allo stesso tempo,
rigoroso spirito sperimentale l’ispirazione poetica
inizia a confrontarsi e ad accostarsi ad altri linguaggi,
artistici e non, tradizionali e contemporanei.
In un articolo di Jean-Jacques Lebel di quell’anno viene
chiaramente espresso il presupposto concettuale da cui prende
le mosse il festival: «La poesia, dagli ultimi e migliori
testi cantati di Dylan e Lennon non si pratica più
soltanto al mondo del libro o della rivista per iniziati.
Dopo Fluxus e gli happenings, a partire dal 1966, al Royal
Albert Hall di Londra, altre forme di attività poetica,
pittoriche e musicali sono divenute preminenti. L’action
painting, il free-jazz, il video, tutto ciò ha profondamente
rimaneggiato, trasformato la poesia. A parte quella degli
zombi accademici, certo, che già si era mostrata allergica
al futurismo e al dadaismo (“Eh veux tu? Eh voix-la”,
in “Polyphonix 5 Italia”, p. 7.)».
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